Si sono conclusi ieri i tre giorni di commemorazione del 110° anniversario dei fatti d'arme di Monte Zebio ad Asiago. Una terribile battaglia della prima guerra mondiale dove perse la vita il nostro concittadino Gen. Eugenio Di Maria alla guida dei soldati della Brigata Sassari. Un momento fortemente voluto dai comuni della Sardegna impegnati nel recupero dei siti storici della Brigata (Capofila il comune di Armungia, luogo natio dello scrittore Emilio Lussu) e dal comune di Asiago. L'amministrazione comunale è stata presente unitamente al nipote omonimo del generale che, per l'occasione, ha indossato la storica medaglia al valore nei vari momenti celebrativi. Tante le iniziative tra cui l'inaugurazione del sentiero dedicato a Lussu, combattente proprio su quelle montagne e autore del celebre libro "Un anno sull'altipiano", a quasi 50 anni dalla sua scomparsa. Numerose le presentazioni dei lavori conservativi sul monumento alle tre medaglie d'oro (tra cui Di Maria), sui camminamenti, sui baraccamenti, sui cimiteri di guerra e sui supporti informativi. Un lavoro certosino che fa della memoria un elemento fondante per riflettere sul presente. La Brigata Sassari, unanimemente riconosciuta per il coraggio e il valore, perse più di 3000 uomini e contò più di 9000 dispersi. Un tributo di sangue palpabile in ogni passo percorso sui sentieri che, un tempo, furono gli avamposti delle truppe; su ogni incavo che, ora coperto d'erba e fiori, rivela il suo passato di cratere nato da una violenta esplosione. Da nord a sud diversi rappresentanti delle amministrazioni comunali, insieme alle autorità militari, ai parenti delle vittime e alla società civile, hanno costruito una rete fondata sul ricordo di un immane sacrificio per tentare, in questi tempi segnati dal rimbombo delle armi, di costruire un percorso di pace. Un percorso fondato sulle parole di Emilio Lussu e di Mario Rigoni Stern (che abitò proprio alle pendici dello Zebio): due soldati, in due diverse guerre, ma capaci di trasmettere lo stesso messaggio: l'universalità della condizione umana, l'aspirazione alla pace e la volontà di tornare in luogo chiamato casa in cui la guerra non esiste più. L'amministrazione comunale ringrazia il comune di Asiago, il coordinamento dei comuni della Sardegna, il museo Emilio e Joice Lussu, tutti gli organizzatori, i volontari e gli ospiti per aver creato questo percorso di memoria e di futuro.
Scritto il 21/09/2026
da Comune di Petralia Sottana
